Martedì 26 Maggio 2015 00:00

GUAGLIU', FACIT' L'UOMMN'!

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Incredibile ma vero. Mentre a Napoli, dopo la pessima figura (in tutti i sensi) di Torino sul nuovo campo maledetto della Juventus, c’era aria di smobilitazione ed avvilimento per il fallimento di tutti gli obiettivi stagionali, la Roma – smentendo tutti i malpensanti che parlavano di “biscotto” sicuro nel derby – ha battuto la Lazio in un finale vibrante, che restituisce un minimo di dignità al calcio italiano, e regala a se stessa la Champions diretta ed al Napoli di riprovarci dopo la sciagurata notte del San Mames.


In pratica il Napoli ha la possibilità di giocarsi un preliminare del preliminare Champions in gara secca, avendo un solo risultato a disposizione, ma tra le mura amiche.


Deve subito ricompattarsi, ritrovare il morale e la forza, non dare tregua agli aquilotti, che in questo momento stanno psicologicamente perfino peggio degli azzurri, avendo subito la doppia mazzata della sconfitta in finale di Coppa Italia (dal doppio palo del suo centravanti al gol di Matri) e del derby capitolino che consegna definitivamente la supremazia cittadina ai cugini ed anche i soldoni sicuri della Champions, con grande scorno di Lotito, che rischia di chiudere la stagione con un pugno di mosche in mano (ed io non vedo l’ora di vedere inquadrato il suo faccione livido al San Paolo dopo la sconfitta!).


Ma non dobbiamo correre, perché ora il pericolo è l’euforia, e pensare di aver già vinto. Già in semifinale di Coppa Italia, dopo una bella gara d’andata, al San Paolo è bastato a Pioli invertire le fasce delle sue ali per consentire a Felipe Anderson di decidere il match con l’assist vincente.


La partita è tutta da giocare e da vincere sapendo che sarà una battaglia, e sarà difficile.


Ma il Napoli ha i numeri per poterlo fare, tecnici e non solo contabili (valore della rosa e monte-ingaggi), essendo superiore alla Lazio.


La squadra ed il tecnico andranno in ritiro volontario, non so quanto volontario viste le pressioni dei capo-tifosi di non farsi vedere in settimana in giro per la città.


Certo è che per Rafa è l’ultima occasione per colorare in positivo il suo bilancio in azzurro e chiudere dignitosamente questo biennio.


Se Rafa vince domenica, ci saluta lasciandoci la possibilità di agguantare i soldi Champions, dopo aver trovato la squadra già in Champions: 2 terzi posti consecutivi, un divario dalla Juve aumentato anziché diminuito, una carrettata di gol subiti in 2 anni, circa 90 solo in campionato (anzi, 89, perché è meglio se domenica la porta resta imbattuta), ben 17 sconfitte in 2 anni (e che non aumentino, mi raccomando)!


Insomma il minimo sindacale, perché abbiamo sempre ripetuto come un mantra che se il Napoli non lotta per lo scudetto la colpa è di Aurelio De Laurentiis, ma se non va in Champions League la colpa è di Rafa Benitez.


Già lo spagnolo è colpevole, in correità col suo presidente per i mancati acquisti ad agosto, della sconfitta di Bilbao che è costata più di 50 milioni alle casse azzurre, già è colpevole della sconfitta di Kiev col Dnipro che ha tolto la possibilità di vincere un trofeo storico dopo 26 anni ed altri soldi (una decina di milioni tra vittoria dell’Europa League e mancata partecipazione alla Supercoppa Europea, oltre – vuoi mettere - al prestigio).


Lo spagnolo è già colpevole di aver buttato un’altra finale di Coppa Italia perdendo in casa l’unica vera partita della competizione (e sono altri soldi buttati al vento), proprio con la Lazio.


Lo spagnolo è però pure artefice di due successi (in sole 6 partite, però), di cui uno culoso ma da sballo contro la Juve, che hanno arricchito la bacheca povera della società partenopea, ed un cammino europeo tra Champions e Europa League come mai nella storia azzurra. Oltre ad aver offerto qualche bella partita e tanti gol, da record.


Il suo bilancio insomma lo si potrà leggere come si vuole se ci qualifica al terzo posto: positivo per i risultati raggiunti, negativo per quelli falliti (sapete che propendo per la seconda ipotesi). Ma in nessun caso si parlerà di fallimento, semmai si dibatterà tra bilancio soddisfacente o deludente.


Se non vincerà domenica, invece, potremo parlare apertamente di fallimento-Benitez.


Qualcuno, anzi molti, che sono malevoli e malpensanti, potrebbero pensare che – poiché non amo questo tecnico da cui mi sento deluso dopo una prima fascinazione doverosa per il suo palmares e per l’esordio folgorante dei primi mesi – non veda l’ora che fallisca l’obiettivo.


Niente di più sbagliato per tre motivi: primo perché sono tifoso del Napoli esagerato, e non riuscirò mai a tifare contro il Napoli solo per dire “avevo ragione”.


Secondo, perché tanto avevo ragione per davvero, perché la stagione - a prescindere da domenica - mi pare oggettivamente deludente se non si vuol essere di parte o con gli occhi foderati di prosciutto, e si salva solo vincendo per non farla diventare fallimentare.


Terzo, perché – a differenza di Rafa che si è piazzato bene grazie ai suoi amichetti vicino al despota Florentino Perez a Madrid ed alla sua malleabilità aziendalista che manca a Klopp (la stessa avuta colpevolmente con De Laurentiis l’estate scorsa) – noi restiamo qui, e rimanere con le macerie non ci piace e non ci è utile affatto, visto che l’anno prossimo dobbiamo ripartire con un nuovo progetto tecnico ed - a questo punto – anche societario, visto l’azzeramento in corso da parte del Presidente, che deve sciogliere il famoso “nodo gordiano” di cui ho parlato in TV, cioè deve decidere se dare finalmente un’organizzazione seria o meno a questa società, gestita padronalmente ma quel che è peggio a distanza.


E per ripartire bene i soldi della Champions - che come pubblicato in un post sulla mia bacheca di fb, sono tanti, perfino 65 milioni di euro se si accede agli ottavi (ed il Napoli non è più una cenerentola europea) – servono, eccome se servono.


Perciò, cari ragazzi che avete l’onore di vestire la maglia azzurra (e pure tanti soldini che vengono dalla nostra passione), perciò caro santone spagnolo con le valigie in mano, fatevelo dire in napoletano verace: guagliu’, facit’ l’uommn’!


© Umberto Chiariello

MondoNapoli, 26 maggio 2015

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