Lunedì 09 Marzo 2015 00:00

ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM!

 Birillo, alias Peppe Iodice, il popolare comico napoletano mio amico, ieri sera al fischio finale di Rocchino Rocchi, ha twittato: “Sto come un pazzo. Mo’ per calmarmi devo sentire uno che sta peggio 'e me. Solo Chiariello. Metto subito su Canale21”.

 

 

Aveva ragione. Questo Napoli mi sta mandando al manicomio. Come minimo, mi fa il fegato a pezzi. Ormai è chiaro che il ballo preferito di quest’annata è il minuetto in punta di piedi: la Roma più “inquietante” che si ricordi, come dice il suo stesso allenatore (il modo migliore per farsi cacciare), segna il passo ancora una volta, 8 pareggi nelle ultime 10 gare, ed incredibilmente accelera nelle ultime settimane da 3 a 4 punti di vantaggio su un’inseguitrice che nelle ultime 4 partite ne ha perse 2 consecutive in trasferta (la seconda senza neanche giocarla) e ne ha pareggiata 1, 4 punti in 4 partite. Come dire: “prego, si accomodi, ma no, ripasso, non si preoccupi”.

 

Nel frattempo però, Lazio e Fiorentina – spinte dai due fenomeni che si sono ritrovate tra le mani, Felipe Anderson e l’egiziano Salah – hanno preso a correre, e meno male che dovranno segnare il passo entrambe nello scontro diretto (come ci auguriamo) o almeno si fermerà una delle due, di talché la classifica si è accorciata terribilmente in zona Champions al punto tale che non solo il Napoli è fortemente a rischio ma la stessa Roma, di questo passo, potrebbe clamorosamente finire fuori dalla Grande Coppa.

 

Tutto sbagliato, tutto da rifare. Ed io non voglio tergiversare. Non chiedo la testa di nessuno, sia chiaro, ma pretendo spiegazioni, senza farfugliamenti o presunti torti arbitrali accampati a mo’ di scusa come davanti ai microfoni di Sky salvo poi disertarli, assommando brutta figura a brutta figura. Quelli di Sky sono antipatici, specie Mauro è insopportabile, ma il torto del Napoli è far aver loro pure ragione!

 

Lo dico subito, senza girarci in tondo (basto io per quello): per me il responsabile dell’accaduto ieri al San Paolo è ancora una volta Benitez, anzi mai come stavolta. Mi basta riprendere la pagella che ho fatto (gli ho dato 5, e mi sono trattenuto tanto….) ed il mio pensiero è bello e chiarito.

 

Benitez per più di un’ora ha presentato un Napoli scintillante, il più bello di stagione dopo la partita inarrivabile con la Roma. Ha scelto Mertens, e quindi è logico che sul controlato abbia giocato Callejon, anche se lasciare fuori Gabbiadini di questi tempi sembra una follia. Ma ho condiviso subito cinguettando che c’era una logica, ed infatti il belga ha ripagato con una buona prestazione.

 

Poi però Mancini sul 2-0 ha reagito e mischiato le carte mettendosi a specchio col Napoli (4-2-3-1), avendo già invertito i terzini nella ripresa. L’Inter premeva e Rafa assisteva impassibile. Sulla sinistra Santon cominciava a sfondare, da quelle parti si disponeva Palacio che creava problemi ad Henrique messo in mezzo, da quella parte Lopez non reggeva e Callejon era scoppiato. La catena di destra scricchiolava, e lui cosa ha fatto? Nulla, una beneamata cippa lippa.

 

Ha preso gol da uno sfondamento di Santon da quel lato e fatto entrare... de Guzman sul lato opposto dove Strinic, pure a fatica, stava tenendo! Poi Mancini si è giocato la carta della disperazione, buttando dentro un altro panzer come Puscas e giocando due contro due sui centrali e Rafa che ha fatto? Niente. Per carità, mica può cambiare modulo, lui, non sia mai! Mesto a serrare la corsia e Henrique ad aggiungersi alla batteria centrale a 3 proprio no, eh?

 

E poi il solito cambio che a me personalmente ha fatto imbestialire sin dai tempi di Pandev: quando il Napoli va in sofferenza Rafa sistematicamente leva il trequartista centrale e mette un’altra punta. Ma aparat’ ‘a palla, Rafè!

 

Ben 4 rimonte subite, 3 addirittura dal 2-0 (perfino dal derelitto Cagliari, all’epoca zemaniano!), 3.a occasione persa consecutiva di portarsi a -2 da una Roma in grave crisi, 11.ma difesa del campionato con 33 gol subiti, 6.a sconfitta in campionato come in tutto l’anno scorso, non certo numeri da grande squadra, e meno male che Rafa aveva detto che quest’anno l’obiettivo era migliorare la fase difensiva!

 

La verità è che il Napoli ha buttato almeno 10 punti; dove sarebbe ora con questa grazia di Dio buttata nel ces…tino? A ridosso della Juve a giocarsela per il titolo con la Juve peggiore degli ultimi 4 anni che vince solo… per mancanza di avversari!

 

Non voglio manco mettere i turn over sbagliati di Udine e Palermo (colpa di chi se non di Rafa?), o la sconfitta col Chievo perché un partita nata sotto una cattiva stella ci può stare. E neppure voglio rimarcare la scelta di Torino di non giocarsi la partita, aspettando una squadra stanca che andava attaccata. O quella di aspettare troppo a sostituire Rafael in confusione già da qualche partita, pagando dazio a Palermo.

 

Mi voglio limitare ai 10 punti persi con Palermo e Cagliari in casa, nelle due gare con l’Inter (solo queste, praticamente già vinte, ci bastavano per agganciare la Roma), e quelli di Bergamo.

 

Di questi dieci punti 2 sono colpa del Pipita che ha buttato alle ortiche il rigore della vittoria all’ultimo minuto di Bergamo, ma 8 sono tutti di Mastro Rafa, che ha assistito inerme alle rimonte avversarie senza mai porvi rimedio. La firma è sua.

 

Come dico dai primi mesi della gestione Benitez, sarà pure un maestro di calcio ed un allenatore importante, non lo voglio affatto mettere in dubbio, ma nella gestione della gara, nell’adeguarsi tatticamente alle contromosse del’avversario, nella duttilità tattica è molto carente.

 

Ed io non ci sto al coro: Rafa è così. Così che? Un allenatore non deve saper leggere anche la partita e capire i momenti di difficoltà e le mosse dell’avversario?

 

Gianni Brera diceva che Rivera era un mezzo grande giocatore ("abatino") perché sapeva fare solo una delle due fasi di gioco. Allora, se tanto mi dà tanto, Benitez è un grandissimo mezzo allenatore, perché sa impostare la partita ma non la sa leggere e non sa adeguarsi.

 

Come dice Sconcerti, il Napoli quando gioca bene gioca benissimo. E questo è un merito indubbio di Benitez.

 

Ma – aggiunge sottolineando le 6 sconfitte già in carniere - non è una squadra in crescita, sta facendo peggio dell’anno scorso. E non sa fare la fase difensiva, aggiungo io.

 

Non sono errori individuali, aprite gli occhi. E non serve dire che non ha avuto i giocatori che chiedeva, che la qualità è quella che è. Perché poi a dominare per 60’ è capace, quindi la qualità c’è.

 

La verità è un’altra. Questa squadra manca di personalità. Ogni volta che ha un match-point lo spreca. E fa sempre gli stessi errori. Dalle palle inattive alla fase passiva. Ciò riconduce immancabilmente al manico. Altrimenti foderatevi gli occhi di prosciutto. Contenti voi. E non basta dire che anche un allenatore può sbagliare partita.

 

Il guaio è che Rafele di partite dall’anno scorso ne ha sbagliate parecchie, nel giocarle, ed alcune nell’impostarle. Esempi? Errori di impostazione a Udine, Palermo (turn over sbagliati) e Torino (scelta strategica di aspettare il Toro). Errori di gestione: quelli citati con Palermo, Cagliari e Inter (due volte), 4 rimonte che gridano vendetta al cielo. Una volta lo posso capire, ma 4… errare humanum est, perseverare autem diabolicum!

 

Poiché io vorrei che Benitez rimanesse a Napoli, perché credo nel maestro di calcio e nel leader tecnico di questo progetto, mi auspico però pure un allenatore più duttile, più flessibile, più reattivo, più pronto ad incidere nella gara. L’allenatore gioca pure lui la partita. Lui non lo fa. Mette il pilota automatico.

Maronn, tengo ‘o fegato a pezzi!

 

© Umberto Chiariello

MondoNapoli, 9 marzo 2015

 

 

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