Venerdì 20 Febbraio 2015 00:00

PARLIAMO DI TATTICA: ALLENATORE BRAVO E'...

Molti mi chiedono perché spesso ho criticato e critico il 4-2-3-1 di Benitez. Lo trovo divertente se ben fatto, stucchevole quando male applicato, ma non è il mio modo di intendere il calcio tatticamente.


Dobbiamo chiarire una cosa di principio: il 4-2-3-1 non esiste in natura! Scherzo, ovviamente. In realtà, è una variante del 4-4-2. Benitez nasce sacchiano, col 4-4-2, ha sempre dichiarato il debito di riconoscenza al Vate di Fusignano, ingiustamente attaccato per presunto razzismo che non è.


Se però gli esterni alti hanno caratteristiche di ali o sono molto offensivi e la seconda punta gioca 1-1, cioè dietro la prima punta come quasi tutti oggi fanno, ecco che il 4-4-2 si trasforma in 4-2-3-1. Che in fase passiva diventa perfino un 4-5-1 con i 3 trequartisti che si abbassano dietro la linea della palla.


Con Gabbiadini seconda punta, che è attaccante vero, e non mezza punta come Hamsik o de Guzman, è chiaro che il 4-4-2 diventa più puro, ma sempre con 2 ali e senza Hamsik. Se Gabbia parte dalla fascia, resta un 4-2-3-1.


Lo schema che mi intrigherebbe ora semmai è un altro. Premetto che l'anno scorso peroravo senza successo un passaggio al 4-3-3 che mi sembrava più consono alle caratteristiche di Inler, Jorginho, Callejon, Mertens, Insigne e soprattutto Hamsik. Credo che a Benitez non piaccia questo sistema di gioco perché questo schema non prevede un centrocampista che sale alto a pressare il metodista avversario.


Oggi mi intrigherebbe, con il nuovo arrivato, un 4-3-1-2, con Gabbiadini e Higuain punte di ruolo mobili, un centrocampo a 3 (Gargano e chi volete voi), ed uno dietro le due punte (Hamsik).


Se poi devo dirvi la mia preferenza in assoluto a quale modulo va, vi rispondo subito: difesa a 4, centrocampo a 3, e poi avanti come vi pare, o meglio come le caratteristiche dei giocatori a disposizioni consigliano.


Mi sta bene un 4-3-3 (Zemanlandia) se ho due ali forti, va bene un 4-3-2-1 (cosiddetto albero di Natale) se ho due trequartisti dietro la punta centrale che sanno saltare l'uomo, mi piacerrebbe tantissimo (forse è il mio preferito) il 4-3-1-2 (cosiddetto rombo) se ho un numero 10 importante e due punte centrali di ruolo (non credo che piaccia a Benitez perché i centrocampisti in questo modulo devono avere capacità di allargarsi e coprire sugli esterni).


Premesso che tutti i moduli sono buoni se esaltano le caratteristiche dei giocatori e sono ben applicati, non mi piace molto il 4-4-2 (che però occupa bene il campo), e di conseguenza il derivato 4-2-3-1, che però se ben fatto è divertente perché offensivo (amo il gioco d'attacco), perché non mi piace il centrocampo a 2 (mediani) senza metodista-regista, che spesso - se non aiutato dagli attaccanti - va in inferiorità numerica in mezzo, dove si vincono le partite.


Né tantomeno, anzi ancor meno, mi piace il 3-5-2 perché non amo la difesa a 3 (centrali), che è una riedizione del catenaccio (regala un uomo agli avversari in mezzo al campo difendendo 3 contro 1 quasi sempre, una specie di reintroduzione del vecchio libero, seppure in linea), né tantomeno il 3-4-3, che in assoluto è quello che mi piace meno perché ha sia la difesa a 3 che il centrocampo a 2.


Ho finito di dare i numeri, ma ho finalmente chiarito come la penso tatticamente. In definitiva, allenatore bravo tatticamente per me è quello che:


a) sa insegnare calcio senza sentirsi un Santone;

b) ha un'idea precisa di gioco;

 c) riesce ad ottenere giocatori funzionali alla sua idea di gioco;

d) sa al contempo però adattare le sue idee alle carattteristiche dei giocatori che ha a disposizione;

f) sa leggere le partite e variare durante la gara i sistemi di gioco funzionalmente al momento della gara.

 

In definitiva, deve sapere insegnare, dare un'impronta ed un'identità alla squadra ma al contempo deve essere duttile e reattivo, oltre ad avere carisma.

Benitez soddisfa molti di questi punti ma non tutti, almeno per me.


 

© Umberto Chiariello

20 febbraio 2015

 

 

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